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Distante una decina di chilometri dal mare, forte di poco più di 3000
abitanti,
Cropani è uno dei pochi Comuni presilani della fascia ionica
catanzarese a poter vantare con certezza origini molto antiche.
La tradizione locale che vuole abbia ricevuto una reliquia di S.Marco
(una rotula) dai Veneziani grati per l’aiuto prestato loro in occasione
del naufragio che li colse mentre, secondo la
leggenda, trasportavano i resti del Santo da Alessandria d’Egitto alla
volta della città lagunare, ci riporta al IX secolo: la stessa epoca che
la ricerca archeologica individua come la più probabile per
l’arretramento sulle colline della popolazione della fascia rivierasca,
densamente abitata, invece, e senza soluzione di continuità, dal
Neolitico a tutta l’età proto-bizantina.
Fatta eccezione per alcune fabbriche a carattere strategico-difensivo,
sorte a presidio di importanti vie d’acqua e di terra, solo in età
moderna e soprattutto contemporanea si verifica quel ritorno alla costa
in pianta stabile che è all’origine del grande sviluppo della frazione
Marina, cresciuta a ridosso della linea ferroviaria e della Strada
Statale 106.
Di Cropani medievale e moderna il paese odierno conserva,
compatibilmente con i frequenti restauri resi necessari dal ripetersi,
nel tempo, di rovinosi terremoti, pochi resti della cinta urbica ed
alcune chiese ubicate sia all’interno di quella sia nel borgo sorto
subito fuori delle mura, attestato per la prima volta nel XV secolo.
Merita segnalare innanzi tutto la Collegiata di S.Maria Assunta, la cui
facciata principale, con il bellissimo portale in tufo calcareo ed il
soprastante rosone a ruota, s’impone anche alla memoria del visitatore
più distratto. L’impianto del tempio, già creduto quattrocentesco, è
stato retrodatato al XIII secolo grazie agli elementi architettonici
‘riemersi’ durante recenti lavori di restauro ma il suo aspetto attuale
deve molto agli interventi di XVI e XVIII secolo. Risalirebbe al XIII
anche il piccolo tempio dedicato a S.Lucia V.M., più tardi chiesa
patronale dei Cosentino di Catanzaro.
Extramuranee ed entrambe cinquecentesche sono invece le chiese di
S.Caterina d’Alessandria, che con l’Oratorio di S.Anna e la vecchia
falegnameria è parte dell’omonimo complesso, e di S.Giovanni Battista,
attigua e funzionale all’Ospedale dei Pellegrini. Leggermente più tardo
è il convento dei Cappuccini, trasformato poi in carcere mandamentale e
restituito per intero ai frati solo qualche anno fa, con l’attigua
chiesa della Madonna degli Angeli, detta comunemente di S.Antonio da
Padova.
Una descrizione dettagliata e aggiornata delle
chiese cropanesi e delle numerose opere d'arte (pitture, sculture,
arredi) in esse custodite, con testi curati dall'architetto V. Abate e
dall'archeologa M.G. Aisa, è nella guida Itinerario delle chiese di
Cropani, realizzata dal G.A.L. "Valle del Crocchio". |